9.5.05

Lo "scrittore-barbiere"

<<Non si devono moltiplicare gli enti oltre la necessità>>. E' il cosiddetto "rasoio di Occam", dal nome del filosofo inglese Guglielmo di Occam, vissuto tra il 1285 e il 1347.

E' il principio che sta alla base della scienza: quando esistono due teorie in grado di spiegare un certo fenomeno, è sempre opportuno scegliere quella più semplice, ovvero quella che impiega il minor numero di ipotesi. Il "rasoio di Occam" è appunto lo strumento che serve a "tagliare" la teoria piu complessa o artificiosa.

E non tanto perche la teoria più semplice e compatta sia più "vera" dell'altra, quanto perché la sua applicazione permette di risparmiare tempo e fatica inutili: quelli necessari per comprendere lo stesso fenomeno alla luce della teoria piu complessa, che usa ipotesi non necessarie.

Ma al "rasoio di Occam" dovrebbero ispirarsi non solo gli scienziati. Anche chi scrive dovrebbe usarlo, perche è uno strumento efficacissimo. Cosa ci insegna? Semplice: a evitare il superfluo. A meno che non si debba essere involuti e poco chiari per necessità (chi scrive le leggi talvolta è volontariamente ambiguo, proprio per lasciare spazio a diverse interpretazioni).

La chiarezza e l'efficacia di un testo passano sempre attraverso il "rasoio". Che si chiami riscrittura, rielaborazione, revisione, è (anche) il taglio delle parti non necessarie a rendere comprensibile quello che prima non lo era. Quando scriviamo, pensiamo sempre a chi dovrà leggerci. Ci sarà grato se avremo usato il "rasoio di Occam". Perché il mago-scrittore deve essere anche un po'... "barbiere"!