14.4.08

Chiuso per cuore affranto

Resterò in silenzio per qualche giorno, anche se parlerò. Terrò gli occhi bassi, e il cuore stretto, anche se dovrò sorridere e discutere, e chiedere, e rispondere (è il mio mestiere). Resterò chiuso in me stesso per trovare risposta alle mille domande che mi montano dentro, nel turbinio di numeri e di facce di politici che in ogni fieretta televisiva sbandierano vittorie e soddisfazioni e grandi risultati. Oggi non è un bel giorno per me e per molte persone che la pensano come me. Assistiamo al ritorno in gran pompa di un modo di pensare e di vivere in cui non riesco a trovare niente che mi somigli, o che mi faccia sperare. E anche se ce la metto tutta, e ricordo a me stesso ciò che predico in aula - apprezzare le diversità, imparare da quelli che stanno dall'altra parte, e altre storielle del genere - oggi proprio non ce la faccio. Non riesco ad apprezzare alcunché, nell'altra parte. Non i valori, non i modi di guardare, di ascoltare, di parlare, di sentire. Eppure ci sarà qualcosa di buono, mica saran tutti demoni, sarò io che oggi ho il cuore troppo stretto per trovarlo.
Domani è un altro giorno, dicevamo tempo fa. (Dio bono, sarà un altro giorno di canti di vittoria, e di sorrisini, e di ironie.)
Si può fare, abbiamo detto fino a oggi.
Ok, domani stringerò i denti e cercherò di pensarlo ancora, domani.