31.5.05

Más libros, más libres

Più libri, più liberi. Questo è lo slogan che accompagna l'anno del libro di Barcellona. La città ha deciso di dedicare questo 2005 alla letteratura, al fine di rivendicare il suo ruolo di capitale storica nel campo dei libri e dell'editoria. Barcellona è una città di lettere e lettori, insomma, è una città "letterata". E questa iniziativa ha la finalità di stimolare la lettura - specialmente tra i giovani - e di incentivare l'industria relazionata con il libro. Tante sono le iniziative programmate dall'Ayuntamiento per rimettere il maggior numero possibile di pagine inchiostrate nelle mani degli spagnoli.

Una faccia aperta ai dubbi

Leggo sul blog del MdS una riflessione sulla iunctura sostantivo-aggettivo.
Fantasiosi amanti, quando s’incontrano illuminati dalla sintonia
gioiscono di nuova vita.
Condivido le parole di Luisa, e qui
rilancio la palla suggerendo un’occhiata ai testi di Francesco Guccini.
Prendo una canzone, a caso: Scirocco.
Il vento è lucido, la realtà irreale,
il gesto barocco, il cielo rinnovato,
i ricordi impossibili.

E il protagonista della canzone, seduto al tavolo di un bar impersonale,
è lì, con la sua faccia aperta ai dubbi.

Dubbiosa? Sconcertata? Allucinata?
No, aperta.
E, subito, sgorga in noi la simpatia.
;-)

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30.5.05

Una piccola provocazione

Ieri leggevo la mail di un amico con il solito allegato in power point pieno di frasi ad effetto che dovrebbero cambiarti la vita e farti vivere felice (!!).
Lasciando stare il dubbio valore della presentazione, quello che mi ha colpito è la consapevolezza che la mia giornata viene spesa in massima parte a leggere attraverso il monitor: mail, presentazioni, pagine html, documenti word…leggo attraverso il freddo canale digitale molto di più delle rassicuranti pagine di un buon libro di carta.
Forse ci stiamo abituando a leggere così…e forse dobbiamo rivedere quello che diceva qualche anno fa Jakob Nielsen quando pontificava che gli utenti internet non leggono.
Nell’epoca della ‘Nuova Comunicazione’ la parola scritta è tornata prepotentemente in auge grazie a canali digitali molto potenti: sarò un romantico, ma sogno il ritorno in grande stile della scrittura…
Perché non sfruttare questo periodo estremamente stimolante per ridefinire le regole del nostro linguaggio e per insegnare di nuovo l’uso corretto di forme verbali e grammaticali? Perché non educare alla magia della scrittura proprio attraverso questi canali?
Personalmente leggo sempre volentieri mail lunghe ed articolate, forse perché sono prolisso e ne scrivo molte anch’io, ma credo che debba rimanere viva una sorta di creatività ‘letteraria’ (passatemi il termine) a tutti i livelli, anche sul lavoro. Anche questa è magia della scrittura, no?
Vorrei avere un parere da voi…
Grazie.

27.5.05

Il calamaio

Che belle parole
se si potesse scrivere
con un raggio di sole.

Che parole d'argento
se si potesse scrivere
con un filo di vento.

Ma in fondo al calamaio
c'è un tesoro
e chi lo pesca scriverà parole
d'oro
col più nero inchiostro.

[Gianni Rodari, Filastrocche in cielo e in terra]

Si è formato il comitatoTuttinpiedi per la giornata nazionale della ricerca sulle lesioni spinali.

"Non vogliamo fondi ma solo consensi a sostenere moralmente questa nostra battaglia per il futuro di tutti, il nostro e quello di chi verrà dopo di noi"

Se credi che la parola sia magica soprattutto quando spinge a guardare al di là di se stessi, vai sul sito www.tuttinpiedi.it e aderisci all'iniziativa.

Farfalle in volo

Toglietemi tutto ma non … la parola.
Così si presentava in aula il curatore del nostro libro al primo appuntamento di un corso sulla scrittura, qualche tempo fa. E per me fu un vero pugno nello stomaco.

Fino a poco tempo prima non sapevo nulla della locked-in syndrome, una rara malattia neurologica che, veloce come un ictus, imprigiona la mente lucida del malcapitato su cui si abbatte in un corpo completamente inerte. Come accadde a Jean Dominique Bauby, capo-redattore di una rivista di moda femminile, una decina di anni fa.
Dopo l’ictus, Bauby si ritrova in un letto di ospedale con un corpo rigido come lo scafandro di un palombaro, con una sola parte di cui controlla il movimento: un occhio.
Sbattendo la palpebra sinistra - una volta per il sì, due per il no -, Bauby ferma l'interlocutore che gli recita l’alfabeto su ogni lettera di ogni parola pensata. E in questo modo, per sentirsi ancora vivo, detta alla sua segretaria un libro di straordinaria bellezza: Lo scafandro e la farfalla (Ponte alle Grazie, Milano 1997).
Un inno alla vita dove ironia e dolcezza si rincorrono in una danza lievissima; inno alla parola e al suo potere magico, grazie al quale “lo scafandro si fa meno opprimente e il pensiero può vagabondare come una farfalla: [..] si può volare nel tempo, partire per la Terra del Fuoco o per la corte di re Mida".
Un suggerimento, se volete, per un po’ di magia.

25.5.05

Simbolo e diavolo

La parola che avvicina, congiunge, ama.
E quella che getta via, disperde, spezza.
La parola simbolo, che unisce. La diabolica, che divide.
Dal mondo classico al biblico, grandiosa e sinistra,
conoscenza e opinione, la parola impera.
La esamina un testo appena uscito, per BUR Saggi, Nel segno della parola:
quattro autori contemporanei si affacciano al passato
per cogliere meglio il presente.
Mi piace la parola simbolo, quella che unisce realtà, istanze, persone.
Quella aperta allo scambio, che cerca il feedback, supera l’eco.
Credo sia questa la parola che convince, e lo scriviamo ne La Magia,
del resto: lo spirito è win-win.
Io vinco, tu vinci. Vinciamo insieme ;-)

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Magia della punteggiatura

Si racconta che Victor Hugo, volendo sapere come andassero le vendite del suo "Les Miserables", abbia inviato una lettera all'editore con scritto solo "?", e che l'editore abbia prontamente risposto con un semplice "!" (all'epoca non c'erano ancora le "faccine"). Paradossale ed estrema dimostrazione che brevità e chiarezza possono andare tranquillamente d'accordo.

23.5.05

Alle origini della magia

A Phoenix, in Arizona, è attiva da anni la fondazione “Milton H. Erickson”. Pubblicazioni, eventi e link utili sul medico ipnotista.

“The Virginia Satir Network” è dedicato a chi desidera approfondire il contributo della celebre terapista.

Antropologo, sociologo, cibernetico, Gregory Bateson è uno dei più importanti studiosi dell’organizzazione sociale del secolo scorso e ispiratore del lavoro iniziale di Richard Bandler e John Grinder.

20.5.05

La magia delle favole

“…quando si narra una favola, cala la notte. Non importa il posto, il tempo, la stagione: un cielo stellato e una luna bianca spuntano dai cornicioni e si librano sulla testa degli ascoltatori. Talvolta, alla fine del racconto la camera è piena di luce, altre volte resta un frammento di stella, o un lembo di cielo”.
Clarissa Pinkola Estès, Donne che corrono coi lupi

La luce, il frammento di stella, il lembo di cielo non restano solo nella camera:
la vera magia della favola è qui.

Non si deve far nulla, se non ascoltare. I messaggi arrivano e fanno capire, insegnano e risvegliano.

La favola è metafora e strega,
come le storie degli indiani nativi americani,
le parabole della Bibbia,gli insegnamenti di Ouspensky e Gurdijeff,
i racconti di Milton Erickson,
le storie zen…

Oggi, usare le favole per fare “terapia” e/o formazione sta diventando sempre più comune, perché si è capito che le favole hanno un grande potere.

Ho da poco scoperto che Piera Giacconi, formatrice aziendale e docente di comunicazione, adotta le fiabe della tradizione per far magie, secondo il metodo Debailleul.

Le usa nei suoi corsi e nei workshop per sviluppare l’intuito, la creatività e i talenti delle persone, stimolare l’immaginazione, attingere alle risorse nascoste, chiarire le emozioni, riconoscere le difficoltà e suggerire le soluzioni, promuovere la fiducia in sé stessi e nel futuro, vincere le limitazioni…cambiare

Il suo sito è questo:
www.lavocedellefavole.com.

19.5.05

Nulla dies sine linea

“Stiamo assistendo a una rapida regressione della capacità di comprendere messaggi scritti. Benedetto Vertecchi delinea una strategia perché tutti, bambini, ragazzi, adulti, ogni giorno, si impegnino nella lettura di un testo, anche breve …”.

Ne parlano oggi, alle 17.15, a Firenze: a Nuovo e Utile, Festival della Creatività e dell’Innovazione.

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18.5.05

Comunicazione e realtà

III Congresso Internazionale "Comunicazione e Realtà"
L'utopia digitale nei mezzi di comunicazione: dai discorsi ai fatti. Un bilancio

Venerdì 20 e sabato 21 Maggio l'università Ramon Llull di Barcellona ospiterà un congresso tanto invitante quanto coinvolgente. Esperti di fama internazionale si riuniranno per valutare i cambiamenti che l'introduzione delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione hanno prodotto nella nostra società. Le conferenze e i dibattiti in programma non hanno la finalità di decantare i miracoli dell'era dell'informazione: il bilancio verrà costruito in modo tale da mettere in luce che le innumerevoli aspettative createsi all'inizio degli anni '90 sono - in parte - andate in fumo.
Particolarmente interessante sarà la sezione dedicata al "bilancio dei contenuti". Il graduale passaggio dal sistema analogico a quello digitale ha difatti determinato nuove opportunità dal punto di vista della generazione dei contenuti; in particolare gli esperti rifletteranno sulla misura nella quale la digitalizzazione dei contenuti e la convergenza tecnologica hanno modificato le metodologie e le strategie comunicative. Miquel Altarriba, David Tetilla, Josep Rom, Jaume Peris, Toni Díaz (Universitat Ramon Llull) si troveranno a discutere su questo tema nella conferenza "Ha arribat l'hora de dialogar a Internet amb la redacció i l'art publicitaris. La creativitat publicitaria on line ha fracasat? (È arrivata l'ora di costruire un dialogo in Internet attraverso la redazione e l'arte pubblicitaria. La creatività pubblicitaria online ha fallito?)

Parli come badi!

"Parli come badi! " [Totò a colori]

Totò, l’acrobata della lingua, ci getta la fune. Afferriamola e cimentiamoci in una rocambolesca parafrasi.
Parlare e badare: parlare e fare attenzione.
A che cosa?
Fare attenzione che le parole abbiano un senso, assolvano una funzione, che sia quella di informare, di educare, di ferire, di curare, divertire, commuovere.
Che le parole non servano soltanto a compiacere il bisogno di auto ascolto.
Quando leggo (e non capisco) discorsi avviluppati in espressioni barocche (trasudanti pretese di poesia e cultura) mi sento destinatario deluso da emittente tronfio.
A volte, offesa, mi arrabbio e imploro la chiarezza.
A volte, sarcastica, rido e imploro l’afasia.

Sorridi?

''Come dice
un proverbio orientale:
40% parole,
15% espressioni facciali,
15% memorie,
30% sorrisi.

Totale:
100% comunicazione.''

Consiglia sorrisi smaglianti:
è la nuova pubblicità di un dentifricio,
e ci tocca tutti.
Specialmente noi, che proprio ne La Magia
ci interroghiamo anche sulle percentuali:
quanto comunicano le parole?

Già, perché le parole parlano oltre
il loro significato. Quando scritte,
parlano di più.
Rinnovano memorie, grugniscono bronci,
ritmano sogni. Spiegano sorrisi.
E con un po' d'allenamento le riconosciamo
subito: autentiche o infingarde, cialtrone o regali,
dicono tutto di noi.
E allora, anche a parole, c'è sorriso e sorriso.
;-)

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17.5.05

Perle di ‘incomprensione’: le antilingue

Colleziono ‘perle di incomprensione’. Per esempio quelle tratte dai cartelli stradali: “in prossimità del dispositivo semaforico con luce intermittente moderare la velocità”, oppure “sostanze oleose sulle parti laterali del manto stradale”.
Perle sentite alla radio come “il mondo della pubblica amministrazione e quello delle aziende private procedono su strade parallele, quindi convergono sempre più”.

Perché le colleziono? Perché se sto scrivendo e arrivo ad un punto in cui le parole diventano contorte, le frasi interminabili oppure dico cose senza senso mi rileggo questi esempi per capire come non scrivere.
Ormai colleghe e amici conoscono questa mia mania e sono loro a segnalarmi perle da collezione come: "Migliorare la mobilità, decongestionare le aree urbane e metropolitane, abbattere gli elevati livelli di inquinamento significa anche porre i cittadini al centro della politica dei trasporti, assicurando adeguate condizioni di accessibilità alle funzioni distribuite sul territorio e ai servizi pubblici di trasporto, rendendo l’utente consapevole dei costi insieme ai diritti, migliorando la sicurezza e la qualità ambientale, anche attraverso una governance efficace, con la cooperazione di tutti gli attori coinvolti".
Lunga al punto giusto per perdersi, incomprensibile a puntino: che significa "porre i cittadini al centro della politica dei trasporti", forse metterli in mezzo a una strada di traffico? E poi cos’è la governance? Termine abusato su molti siti di pubbliche amministrazioni, quando dire governo significa la stessa cosa.

Mi torna in mente la lezione di Calvino: se non ami le antilingue come queste, evita l’uso di paroloni e uno stile ampolloso, che trasforma parole che hanno significato in vocaboli che o non vogliono dire niente, o sono vaghi e sfuggenti. Per non dimenticarmela, continuo a collezionare perle.

16.5.05

Quando la "chiarezza" può salvare la vita

PAZIENTE MUORE PER REAZIONE ALLERGICA, PADRE SCRIVE A CIAMPI
Foggia, 11 maggio 2005

Il padre di un ragazzo di 26 anni di Foggia, morto per una sindrome neurolettica maligna, ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Ciampi in cui chiede che il capo dello Stato faccia il possibile affinché quanto accaduto a suo figlio non accada in futuro ad altre persone. Secondo Manzi, la morte del figlio, avvenuta nel luglio del 2004 dopo 13 giorni di febbre altissima, sarebbe stata provocata da un farmaco antipsicotico, utilizzato per il trattamento delle psicosi schizofreniche. Secondo l'uomo, infatti, nel "bugiardino" del farmaco non è indicato che esso può causare la sindrome neurolettica maligna; indicazione che invece esiste nella confezione americana.

È successo lo stesso giorno della nostra Palestra, una serata bellissima in cui abbiamo evocato una scrittura magica.
Purtroppo, però, in questo Paese incredibile succedono ancora cose del genere. Episodi in cui si viola il dovere etico, oltre che professionale, di una scrittura "di servizio" comprensibile, utile, funzionale.
Non ne possiamo più di medici che formulano diagnosi incomprensibili e di case farmaceutiche che si dimenticano di tradurre pezzi di "bugiardino". La Sanità e il sistema farmaceutico devono cambiare atteggiamento. Credo che la scrittura possa essere un modo.

dai graffiti al web

Vi segnalo una tesi di laurea che (a naso) mi sembra interessante: "Dai graffiti al Web: Come cambia la struttura referenziale nell'età della rete", di Paolo Ceravolo.

Confesso di averla solo sfogliata, ma la bibliografia (io sono un maniaco di bibliografie) è interessante ed eterogenea.

Provate anche voi a cimentarvi, se vi va.
ciao

Non parlare a vuoto: ricordati che la lingua ha un corpo

Ogni giorno "processiamo", come dicono gli informatici, decine e decine di migliaia di parole. Eppure, abbiamo dimenticato quella che Antonio Gramsci chiamava "la fatica muscolare dello studio", oltre che l’importanza delle "sensate esperienze" come base fisica e corporea della nostra vita e della nostra intelligenza (Galileo Galilei).
Qual è allora il rischio di smarrire queste radici biologiche, animali? Comunicare – e vivere – a vuoto, perché il nostro interlocutore, a sua volta, accoglierà le nostre frasi come formule vuote.

Tuttavia, nulla è perduto: possiamo ancora progredire “sulla via antica della comprensione reciproca e della comprensione e intelligenza del mondo. Purché chi guarda in fondo al linguaggio vi scorga la necessità che esso, se non vuole limitare la sua stessa funzione, si faccia esso stesso educazione alla parola in tutte le sue potenzialità”.

Parola di Tullio De Mauro (l'articolo è leggibile online sulla Stampa ancora per una settimana).

Nuovo sistema di commenti

Adesso commentare i post è più facile (grazie ad Haloscan): perché non provate? Basta fare clic su "contribuisci alla magia" e scrivere :)

Globish

Nella comunicazione online in atto un fenomeno interessante: il globish, la nuova lingua del web basata sull'inglese ma che attinge a molte altre, creando un gramelot internazionale. E' stata elaborata da un francese, Jean Paul Narrière, per non arrendersi totalmente all'inglese imperante. Narrière è autore del libro "Don't speak English, parlez globish".

15.5.05

Scrivere con la testa le parole del cuore

Nelle poesie i sistemi rappresentazionali dei poeti ingaggiano tra di loro lotte furibonde. La vista attenta l’udito, il tatto ottura le orecchie, mentre queste si ribellano ai sensi. Il vincitore sale sul podio della comunicazione poetica.
Chi non ha mai letto L’infinito, Meriggiare pallido e assorto, La pioggia nel pineto? E chi non ha sentito (più o meno chiaramente) che la prima comunicava immagini, la seconda sensazioni, la terza parole?


Giacomo è lì, seduto sul suo colle solitario; davanti una siepe gli impedisce di vedere oltre. Metaforicamente un impedimento alla vita, il borgo opprimente, la natura maligna; allo stesso tempo una grande risorsa: l’occasione di sviluppare una vista straordinaria che solo lui è capace di definire:

Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo

Se noi riusciamo a vedere lo sguardo di Leopardi che rimbalza nella siepe, torna indietro, gli entra nella testa e gli aziona un film interiore, che poi lui proietta nelle nostre menti, ciò significa che i suoi predicati funzionano, che comunicano la possibilità di “vedere” non solo spazi infiniti, ma addirittura sovrumani silenzi e profondissima quiete.
Il Leopardi uditivo è, però, agguerrito; tenta un colpo di coda con il vento odo stormir. Interrompe il film del visivo, ma solo per un attimo: io quello infinito silenzio a questa voce vo comparando. Il paragone riattiva la vista interiore e mi sovvien l’eterno e le morte stagioni e il suon di lei. Stupefacente: se prima ha visto spazi infiniti, ora vede addirittura un suono. Non lo sente: lo vede dentro di sé (gli sovvien).
Tutta la poesia sgorga dalla vista. Che finisce naufragando in quell’immensità da lei stessa evocata.


Meriggiare evoca la calura siciliana. I predicati possono ingannare: Montale ascolta schiocchi di merli, frusci di serpi; spia file di rosse formiche; osserva il palpitare lontano di scaglie di mare. Sistemi rappresentazionale uditivo e visivo. Ma il cuore della poesia? Cenestesico.
Il meriggio, pallido e assorto, presso un muro d’orto rovente, si appiccica addosso e toglie il fiato; la voce della natura arriva, ma tra pruni e sterpi che graffiano; le formiche sono rosse, di quelle che mordono; il mare è a scaglie. E anche se vedi e senti, tutto è confuso perché non riesci a tenere gli occhi aperti: il sole abbaglia.
Le submodalità critiche del poeta ci suggeriscono che i sistemi fin qui adoperati siano serviti solo per calibrare la nostra capacità di attenzione, ricalcare situazioni a noi note, per guidarci all’amara conclusione:

sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

I cocci aguzzi di bottiglia incidono ferite tracciate dai versi precedenti.
Siamo stati “vittime” di un trial and error da parte di Montale che, con domande nascoste, ha indagato che cosa ci fa più male: sentire l’afa soffocante? ascoltare fruscii inquietanti? vedere insetti minacciosi? O piuttosto intravedere un mare che potrebbe alleviare le pene, ma che è lontano e a scaglie, proprio come i cocci aguzzi di bottiglia che chiudono la poesia?


Invito all’ascolto. Taci. Ascolta. Odi? ripete mille volte La pioggia nel pineto di D’Annunzio; una musica, un accordo perfetto tra voce umana e voce della natura:

(…) su le soglie del bosco non odo parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove che parlano gocciole e foglie
lontane.

In questi versi non c’è lotta: gli altri sensi si arrendono all’udito, che compone la sua sinfonia di sinestesie e fa crepitare la pioggia, risuonare il pino, il mirto, il ginepro, descrive l’accordo delle cicale, sempre più sordo sotto il pianto (della pioggia) che cresce; peccato che

Non s’ode voce del mare.

Ma quante altre voci! Balsamo per le orecchie degli auditivi!

***

Ogni sistema rappresentazionale ha il suo vocabolario specifico; ogni poeta ha la stupenda capacità di rigenerare le nostre strutture percettive.

14.5.05

Lingua e corpo

Una palestra sul mare:
tempo libero e sintonia.
Muscoli aperti alle sollecitazioni.
Il pensiero si fa desiderio,
impulso nervoso, movimento.
Le fibre rispondono, il ritmo è nel respiro.
La massa si arrotonda, e tu
sei padrone.
Una pagina bianca:
sensi liberi e fantasia.
Tra penna e tastiera, la mano scava
la parola. Sceglie, traccia il segno,
e l’armonia si compone.
Sudo, disciplino, ottengo, soddisfo.
È proprio vero, Iabi.
Anche a sapere poco di zen: muscoli e scrittura,
sottopelle, uguali.
Allenando, li amo.

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13.5.05

Non ho problemi di comunicazione

Sono un traduttore dall'italiano all'italiano. A me danno un foglio con scritto: "Il vs strumento elettrico ha strongly paura di acqua o umidore. In alternativa può occorrere scottatura o morte. Con i complimenti, Sony".
E io traduco: "Teme l'umido. With compliments, Sony".

Non ho problemi di comunicazione, di Walter Fontana, Rizzoli, 2004

Quanti ricordi, eh? ;-)

Già Gijón

Sallibro. Questa è la simpatica abbreviazione che accompagna il Salone del Libro Iberoamericano di Gijón. L'evento, che ha avuto inizio ieri e che terminerà il 17 di Maggio, esce dal contesto tradizionale nel quale si realizzano la maggior parte delle fiere del libro. Esso è dedicato non solo al mondo della letteratura e dell'editoria ma anche - e soprattutto - a tutti coloro che vogliono vedere, toccare e comprare libri, assistere a conferenze e letture, partecipare a laboratori letterari, immergersi in esposizioni. È inoltre possibile conoscere scrittrici e scrittori, per dibattere con loro nello spazio democratico ed eterogeneo di Gijón (città asturiana ricchissima di tradizioni culutrali). L'entrata, libera e gratuita, permette di assistere a tantissime attività. La sede principale è il Centro de Cultura Antiguo Instituto; l'evento tuttavia coinvolge anche le città limitrofe di Oviedo, Avilés e Mieres, nonché molte altre località situate nei dintorni.
www.netcom.es/sallibro

La vera magia

Oggi con le parole ho disegnato un branco di formiche infestanti, ho vestito delle note, ho riscaldato un cuore infreddolito, ho raffreddato un bollente spirito.
Più tardi con le parole ho cenato ad un tavolo.
Quando le parole stavano per terminare ne ho sbadigliate alcune e mi sono messa a sognarne altre.

Le parole non servono solo per parlare.
E' forse questa la vera magia?

"Esiste un gruppo di incantesimi che corrispondono ai riti simpatici. Si tratta di nominare gli atti o le cose e di suscitarli così per simpatia (...). Tra i mezzi per combattere verbalmente la malattia, contano anche i giochi di parole e le forme onomatopeiche (...) Sembra che spesso si sia creduto che la descrizione o la semplice menzione dell'atto fosse sufficiente e a produrlo e a produrre il suo effetto".



(Mauss, Teoria generale della magia)

12.5.05

Tatami

Il titolo non c'entra con i futon dell'Ikea, la sushimania e il candelame d'atmosfera. C'entra con la bella serata al Ca' Bianca, la scintilla della Palestra e il mio personalissimo flashback che porta il calendario a vent'anni prima: tatami (appunto), karategi, sensei, kata e kumite.

Ancora parole e ancora un'associazione tutta orientaleggiante per iniziare subito a scaldare i muscoli: "Scrivere Zen". Qualcuno forse lo conosce, qualcuno forse ha letto il sottotitolo e l'ha schifato, qualcun altro - ancora forse - ha imparato a saltare lo scaffale Astrolabio, dopo gli obbligatori tributi neurolinguistici a Bandler e Grinder in copertina canarino/new age.

Vinci il disagio. Apri ancora un Astrolabio.
Scrivere Zen di Natalie Goldberg sono dodici euro, forse, ben spesi.

E poi vien da sorridere a leggere un commento al libro trovato su Bol, perché a volte le parole scelgono da sole il proprio contesto per farci riconoscere tutto il buono di una nuova idea.

... "ogni frase è un invito a ruggire sul foglio di carta. leggetelo.
è un concentrato di saggezza e "importanza"; sì... perché la scrittura è soprattutto una sublime ginnastica del cuore".

Os.

bene o male?

«Ho riflettuto spesso, e a fondo, sopra questo problema: è maggiore il bene o il male che hanno arrecato a uomini e società l’abilità della parola e l’altissimo impegno profuso nell’eloquenza?» (Cicerone, De Inventione, I, 1)
Già, perché secondo Cicerone, i disertissimi homines, i più bravi a usare le parole, contribuiscono a rovinare le nazioni, ma anche a fondare alleanze, chiarire dissidi, stringere sacri vincoli di amicizia.
La questione mi sta a cuore: buone o cattive? ponderate o temerarie? brillanti o stonate? Quali parole usare, e come usarle, è anche un fatto di consapevolezza.

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PowerPoint: sopravvivere si può!

Leggevo, qualche tempo fa, di una strana epidemia sempre più diffusa nelle aziende: la cosiddetta "death by powerpoint".
Oggi, dopo aver studiato questo strumento, credo proprio non si tratti di un male incurabile. Anzi, con le dovute precauzioni, può aiutarci a raccontare storie davvero efficaci, fatte di parole, immagini, suoni.
Faticate a crederlo? Allora scoprite "The real role of PPT", di David Weinberger.

10.5.05

La prima pagina

"Prima di parlare della prima stesura vorrei parlare della prima pagina. La prima pagina è importante, perché o spinge il lettore a infilarsi nella storia oppure gli fa chiudere gli occhi e riporre il libro. Uno scrittore che conosco mi diceva che non gli dispiace dedicare alla prima pagina anche dieci giorni. Io perderei la vista se ci stessi sopra dieci giorni, ma ho provato a farne tre versioni in un solo giorno, e se non sono ancora soddisfatta passo alla pagina due con l'intento di ridare un'occhiata alla prima l'indomani. Niente vale uno sguardo a mente fresca." (Patricia Highsmith, Come si scrive un giallo)

Ore 15.30 Salone del Libro di Torino: sala piena, pubblico soddisfatto

Un successone. Per più di un’ora, Alessandro, Stefania, Paolo, Luisa e Claudio hanno sedotto la platea parlando del nostro libro.
Tanti gli stimoli: gestire il panico del foglio bianco allenando corpo e mente, valorizzare la scrittura nella comunicazione al Cittadino, vivere il marketing come “story-writing”, approfondire il binomio parola-scrittura.

Racconti "da scompartimento"

Sul treno immaginario che collega Londra a Milano ciascuno può far salire un personaggio e raccontare la sua "web short story".
Così il sito Londra-Milano mette insieme tre magie: la scrittura, il viaggio e il web.

9.5.05

Lo "scrittore-barbiere"

<<Non si devono moltiplicare gli enti oltre la necessità>>. E' il cosiddetto "rasoio di Occam", dal nome del filosofo inglese Guglielmo di Occam, vissuto tra il 1285 e il 1347.

E' il principio che sta alla base della scienza: quando esistono due teorie in grado di spiegare un certo fenomeno, è sempre opportuno scegliere quella più semplice, ovvero quella che impiega il minor numero di ipotesi. Il "rasoio di Occam" è appunto lo strumento che serve a "tagliare" la teoria piu complessa o artificiosa.

E non tanto perche la teoria più semplice e compatta sia più "vera" dell'altra, quanto perché la sua applicazione permette di risparmiare tempo e fatica inutili: quelli necessari per comprendere lo stesso fenomeno alla luce della teoria piu complessa, che usa ipotesi non necessarie.

Ma al "rasoio di Occam" dovrebbero ispirarsi non solo gli scienziati. Anche chi scrive dovrebbe usarlo, perche è uno strumento efficacissimo. Cosa ci insegna? Semplice: a evitare il superfluo. A meno che non si debba essere involuti e poco chiari per necessità (chi scrive le leggi talvolta è volontariamente ambiguo, proprio per lasciare spazio a diverse interpretazioni).

La chiarezza e l'efficacia di un testo passano sempre attraverso il "rasoio". Che si chiami riscrittura, rielaborazione, revisione, è (anche) il taglio delle parti non necessarie a rendere comprensibile quello che prima non lo era. Quando scriviamo, pensiamo sempre a chi dovrà leggerci. Ci sarà grato se avremo usato il "rasoio di Occam". Perché il mago-scrittore deve essere anche un po'... "barbiere"!

7.5.05

Scrittura magica, scrittura mutante

L'Osservatorio Scrittura Mutante di Settimo Torinese studia le nuove forme narrative prodotte dalle tecnologie e dalla Rete. In questi giorni al Salone del Libro di Torino (Padiglione 2, stand M 80) oppure online all'indirizzo www.trovarsinrete.org

6.5.05

La presentazione al Salone del Libro

Il nostro libro verrà presentato lunedì al Salone del Libro di Torino. A fare gli onori di casa Alessandro Lucchini, insieme a:

  • Paolo Carmassi - "Pubblica amministrazione: una palestra di scrittura"
  • Luisa Carrada - "Storywriting in azienda"
  • Claudio Maffei - "Le relazioni virtuose"
  • Stefania Zenato - "Il panico da foglio bianco"

Lunedì 9 maggio alle 14:30 - Spazio Autori A.

3.5.05

In libreria dal 3 maggio

Come scrivere in modo chiaro ed efficace?
Come metterci nei panni di chi legge?
Come stabilire sintonia con i lettori entrando nelle loro corde, razionali ed emotive?
"La magia della scrittura" è il primo libro che indaga l'influenza dei modelli neurolinguistici nella scrittura, ossia gli schemi che ci aiutano a rendere più efficace il messaggio scritto. Pubblicato da Sperling & Kupfer e realizzato da più di 40 autori, è dedicato a chi usa la scrittura nel lavoro, in alternanza continua tra chiarezza e seduzione.